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JUNG E LA PSICOLOGIA ANALITICA

La grandezza di Jung e della sua psicologia consiste fondamentalmente nel suo proporsi non come verità dogmatica scientificamente rivelatasi, ma come invito alla reale esperienza psichica

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Articolo pubblicato sul Bollettino dell’Ordine dei Medici ANNO XII N.3

Medicina psicosomatica

 

...è diventata di fondamentale importanza la formazione psicoterapeutica dell’operatore sociosanitario,soprattutto se si trova a contatto con un paziente psichiatrico. In questa realtà l’approccio psicoanalitico può essere lo strumento più utile e più proficuo perché, contrariamente a quel che comunemente si crede, fornisce all’operatore una particolare attenzione ai bisogni del malato e quella capacità di porsi in atteggiamento di “ascolto accogliente” con l’intento di contenere l’angoscia psicotica abbandonando ogni fantasia di onnipotenza terapeutica ….L’approccio psicoanalitico è dunque possibile, anzi è necessario anche nelle strutture pubbliche e a contatto con gli psicotici….

Particolarmente stimolanti anche se vanno utilizzate con estrema cautela, sono le nuove proposte terapeutiche, quali ad esempio quelle di Lai e del suo gruppo di ricerca, della “tecnica senza teoria”;si tratterebbe di “stare insieme al paziente”,ma naturalmente questa apparente semplicità richiede una straordinaria “sensibilità psicoanalitica”,frutto di profonda ed accurata formazione.

Hillman evidenzia come sia sbagliato in psicoterapia parlare di “controindicazione” secondo l’equazione “controindicazione=fallimento” giacché lo psicoterapeuta deve essere portatore di una configurazione psichica capace di dare un significato al fallimento e di reggerlo in maniera non depressiva.

Altro modo di agire nelle strutture pubbliche, soprattutto con i bambini e gli adolescenti, è attraverso il gioco; particolarmente utile si è rivelato “il gioco della sabbia”; nella “sabbiera”, spazio libero e protetto il giovane può esternare le proprie angosce e riappropriarsi delle parti scisse dell’archetipo. In questi casi l’interpretazione non è un fattore di primaria importanza.

E’ invece fondamentale che l’operatore sociosanitario abbia seguito un training formativo, per essere in grado di gestire le dinamiche relazionali con individui problematici.