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JUNG E LA PSICOLOGIA ANALITICA

La grandezza di Jung e della sua psicologia consiste fondamentalmente nel suo proporsi non come verità dogmatica scientificamente rivelatasi, ma come invito alla reale esperienza psichica

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Articolo pubblicato sulla rivista La Nuova Alternativa ANNO III N.14

Parlando di droga (4 parte)

…Il Visitatore occasionale o rituale dell’Altra Dimensione si accorge che, nella nuova realtà che incontra, hanno la preminenza quelle qualità secondarie “non misurabili e non quantificabili”,ossia colori, suoni, a volte odori, più raramente sapori. Di solito si tratta di “visioni”,ossia di elementi appartenenti alla percezione visiva…..A.Huxley prese la mescalina, principio attivo del peyote, nella primavera del 1953. Egli si descrive come un intellettuale, con uno scarso potere di immaginazione,e con una profonda cultura esoterica, religiosa e filosofica. Nel suo “esperimento” volle accanto a sé un medico, per ogni evenienza, un amico fidato e “lucido” e la moglie. Ed ecco cosa accadde: “….il percetto prevale sul concetto e ciascun oggetto, non più “messo in parentesi”, ossia dato per scontato brilla di una luce propria, la luminosità dell’esistenza….Vedo la grandezza di Dio in ogni cosa, in un fiore come nella piega dei miei pantaloni di flanella…il colore degli oggetti, liberi dalla nebbia delle parole, brilla con uno splendore che ci sembra preternaturale, mentre è completamente naturale, nel senso di non sofisticato dal linguaggio…” Al di là dello spazio e del tempo, indifferente alla dimensione e alla posizione delle cose, egli si riempie del percepire, e in tali percezioni scorge, o intuisce, o sente la grandezza e l’infinità del creato. “Ecco come bisognerebbe vedere”, egli continua a ripetere, “Ecco come le cose sono realmente”. (A. Huxley “Le porte della percezione”   Mondadori).

Platone, nel “Fedone”, ci parla di un mondo ideale, al di sopra e al di là del mondo della natura: “In quest’altra terra i colori sono molto più puri e molto più brillanti di quanto lo siano quaggiù…Le stesse montagne, le stesse pietre hanno un più ricco splendore, una trasparenza più bella, una più bella intensità di sfumatura. Le pietre preziose di questo mondo più basso, le nostre cornaline, i diaspri gli smeraldi e tutte le altre gemme di alto prezzo, non sono che minuscoli frammenti delle pietre di lassù. Nell’altra terra non vi è pietra che non sia preziosa e che non superi in bellezza ogni nostra gemma..” Le pietre preziose si trovano nella descrizione di Paradisi di molte religioni; l’uomo ricerca e lavora con enorme impiego di energie e denaro le gemme della nostra Terra,forse preziose perché, come i fiori, i colori e tutte le cose belle e inutili, sono un debole riflesso delle meraviglie della realtà ultraterrena…E così come vengono dal Paradiso dell’anima, riportano l’anima a quel Paradiso dove ogni sasso è una gemma. Per Platone, vedere le cose come sono in se stesse “è benedizione pura”, “un dono che gli dei fanno all’uomo buono,e lo specchio di un’anima bella”….L’esperienza della Realtà Visionaria è contemporaneamente etica ed estetica e che la Visione sia bella o terribile dipende dallo stato morale dell’individuo prima dell’ingresso nella nuova dimensione: se in lui prevalgono ira, invidia, e in generale negatività, egli incontrerà il suo Inferno psichico, i suoi mostri. Se il suo animo è grande, forte, generoso, umile e fiducioso e capace di amare, egli troverà il Paradiso. L’aspetto etico riguarda l’essere e non il fare.

Chi si accinge ad avere Visioni ( e non necessariamente assumendo allucinogeni) deve preparare adeguatamente il suo animo, come un guerriero che va alla guerra, perché sta per incontrare i suoi nemici interiori ;bisogna essere coraggiosi e fiduciosi, vigili e liberi da inutili fardelli. Gli stessi ammonimenti valgono per chi sta per morire. Da ciò l’enorme importanza attribuita in tutte le grandi tradizioni religiose allo stato della mente nell’istante della morte…