


La grandezza di Jung e della sua psicologia consiste fondamentalmente nel suo proporsi non come verità dogmatica scientificamente rivelatasi, ma come invito alla reale esperienza psichica
L’adolescenza è un’età della vita molto particolare; l’inizio di solito si fa coincidere con la maturazione di alcune caratteristiche sessuali primarie e secondarie, mentre il termine, ossia l’ingresso nella vita adulta e la liberazione della dipendenza dai genitori, è difficile da stabilire e avviene attualmente molto in ritardo rispetto alle epoche passate.
L’adolescenza è dunque un momento evolutivo di notevole difficoltà per l’individuo che si trova ad affrontare trasformazioni fisiche e psichiche veloci, drastiche e drammatiche.
Il senso di identità delll'adolescente è ancora precario e labile, la voglia di indipendenza si scontra con il bisogno di dipendenza ancora presente, le pulsioni sessuali e aggressive non sono facilmente gestibili.
L’adolescente può sviluppare sintomi e comportamenti problematici, ma è anche capace, se opportunamente aiutato, di rapide risoluzioni e miglioramenti.
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Nella terapia di coppia si va in coppia dallo psicoterapeuta per analizzare cosa non funziona nella comunicazione.
E’ spesso “l’ultima spiaggia” ma può essere un valido aiuto perché la presenza di una terza persona, neutrale ed esperta, riesce a canalizzare la negatività che caratterizza la violenza di certe crisi e a fare chiarezza.
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La tecnica da me usata per interpretare i sogni è quella junghiana: non mi limito alle libere associazioni, ma guido il sognatore nel percorso interpretativo.
Il sogno, secondo Jung, riproduce quella situazione interiore del soggetto che la coscienza non vuole riconoscere o riconosce solo a malincuore. Questa, in generale, è l’ipotesi interpretativa con cui lavoro sul materiale onirico che il paziente mi fornisce.
E’ importante che si comprenda “insieme” il significato del sogno, cioè che quello che io ho capito abbia valore e importanza per il paziente.
E’ inoltre fondamentale che il sogno fornisca un contributo essenziale alla coscienza, sicchè se un sogno pare non dica niente di nuovo, bisogna considerarlo non ben interpretato.
I sogni si distinguono in grandi sogni e sogni ordinari. I primi contengono immagini che appartengono a tutta l’umanità, le “immagini archetipiche”, i secondi invece contengono immagini e situazioni relative alla vita del sognatore.
Come sempre in psicologia, non si tratta di distinzioni così nette, spesso anzi nello stesso sogno troviamo immagini relative ad entrambi i tipi.
Un'altra tipologia di sogni di cui è opportuno occuparsi con particolare attenzione è quella dei sogni ricorrenti ; essi “ritornano” periodicamente con più o meno frequenza e indicano che una problematica psichica non è ancora stata risolta e richiede di essere considerata.
Gli incubi infine sono disturbanti per il loro contenuto drammatico e disturbano il sonno, diventando veri e propri “sintomi” che non possono essere ignorati.
Ma in generale è bene non ignorare i sogni e quello che hanno da dirci, perché altrimenti il loro messaggio può diventare più incalzante e può trasformarsi in “malattia”. La loro pericolosità aumenta nella misura in cui noi non li consideriamo, mentre diminuisce nel momento stesso in cui il paziente comincia ad assimilare i contenuti prima inconsci; in questo modo si attenua l’angosciosa scissione tra lato “notturno” e “diurno” della psiche.
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L’attacco di panico è forse la più spaventosa tra le fobie. Può presentarsi da solo, o all’interno di una sindrome, ossia di un insieme di sintomi.
Non si sa di cosa si ha paura perché si ha paura di tutto (PAN in greco vuol dire “tutto”), si ha paura di morire, di scomparire, di sentirsi male, di perdere il controllo , di impazzire ecc. La psicoterapia è stata spesso risolutiva; in molti casi è necessario oltre a cercare le cause del problema, agire proprio sul sintomo.
Sempre più spesso ci si rivolge allo psicologo e psicoterapeuta in momenti di crisi, quando si devono affrontare scelte importanti e difficili e non si ha la forza di farlo da soli.
La psicoterapia individuale consiste in una serie di colloqui della durata di un’ora, durante i quali si parla liberamente dei problemi che necessitano di un chiarimento in una situazione protetta e privilegiata. Il terapeuta non si limita ad ascoltare, ma indirizza e guida il colloquio.
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La fobia è una paura esagerata di qualcosa che non giustifica tale paura. Ci si può convivere, evitando lo stimolo ansiogeno, o può diventare invalidante, fino a non riuscire più a condurre una vita normale.
Le fobie più frequenti sono: la fobia delle altezze, fobia degli spazi aperti, fobia degli spazi chiusi, fobia di arrossire, fobia del buio, fobia dei cani, fobia dei piccoli animali ecc.
Nei casi di fobia, oltre alla psicoterapia individuale, può essere indicato apprendere tecniche di rilassamento da personalizzare e usare in situazioni difficili.
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La depressione oltre ad essere uno stato d’animo che accompagna qualunque problema psichico, può essere una vera e propria sindrome a sé stante.
La depressione si manifesta come perdita della voglia di vivere e di fare qualunque cosa, perché qualunque cosa sembra non avere più senso. Ci si sente sbagliati, in colpa , e si provano sentimenti negativi verso se stessi e il mondo che ci circonda. L’aiuto farmacologico spesso non risolve il problema alla radice.
La psicoterapia individuale risulta un valido aiuto.
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L’anoressia mentale è una sindrome, ossia un insieme di sintomi, molto complessa.
Il sintomo più evidente, almeno nella “fase passiva” è il rifiuto del cibo, ma quasi mai si ha la perdita dell’appetito. Anzi, la lotta è contro la fame, e la sconfitta determina l’avvento della “fase attiva” con abbuffate e vomito provocato.
La bulimia è un altro tipo di rapporto problematico con il cibo,che viene ingurgitato in grandi quantità e raramente vomitato. Il vomito provocato è l’aspetto drammatico perché nel caso dell’anoressia può protrarsi per ore senza che si riesca a smettere ed inoltre può essere il sintomo più difficile da estirpare.
La struttura psichica dell’anoressia e della bulimia è molto simile a quella che causa la dipendenza da droghe e alcool, ossia un bisogno imperioso ed incontrollabile di qualcosa che ci faccia star bene subito e senza sforzo e che riesca a colmare (almeno nell’immediato e in apparenza) una sensazione di vuoto.
In tutti questi casi è importante poter parlare liberamente, senza sentirsi giudicati. Abbastanza spesso mi è capitato di incontrare pazienti con questi problemi che oltre e contemporaneamente alla terapia di gruppo sentivano la necessità di un colloquio individuale per poter dire tutto, “proprio tutto”.
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